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La regina della neve
Questo lavoro nasce con l'intento di riunire in un unico spettacolo musicale di intrattenimento, musicisti di età e livello tecnico completamente diversi, sia vocali che strumentali. La barriera che separa il grande interprete dal pubblico, gli studenti dall'insegnante, con l'intento di avvicinarli, di fonderli nella stessa avventura, viene abbattuta con quest'opera.
La fiaba di Andersen, "La Regina delle Nevi", mi è sembrata ideale per questo esperimento, poiché è una storia di crescita e maturazione, che avrebbe potuto riflettere sinteticamente l'evoluzione tecnica del musicista, la sua maturazione musicale, dai primi passi fino ai traguardi professionali più avanzati.
La fiaba viene qui raccontata al pubblico così come fosse già vissuta dai protagonisti, e narra simbolicamente il passaggio dall'infanzia all'adolescenza attraverso la ricerca come specchio della maturazione. L'esecuzione di quest'opera prevede la cooperazione di livelli tecnici vocali e strumentali volutamente e chiaramente distinti ma coesi: dalla parte preparatoria (elementi atmosferici con strumenti Orff e movimenti spaziali) all'esecutore solista (pianoforte a 4 mani nella seconda parte), senza trascurare le prime posizioni del 1° e 2° violino, del violinista solista, o del coro delle voci bianche ai cantanti solisti.

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